Joost – La Tv del futuro!

Direttamente dai programmatori che inventarono Kazaa e Skype (scusate se è poco) ecco il programma che rivoluzionerà la televisione.

Joost

A gennario, quando avevo fatto richiesta per l’accesso da beta tester in risposta ricevetti un email che mi diceva cortesemente di aspettare e forse un giorno avrei potuto provarlo, ma anche no.
Immaginate la mia sorpresa e gioia quando oggi scaricando la posta ho trovato il messaggio con username e password per accedere all’area di testing!
Ecco quindi una recensione il più possibile completa.

Inanzi tutto spiego meglio cos’è Joost.
Da tempo si parlava di un fantomatico Venice Project, un progetto a cui stavano lavorando Janus Friis e Niklas Zennstrom, già ideatori di Kazaa e Skype, un progetto che avrebbe radicalmente cambiato la televisione.
Ecco come Janus Friis nel suo blog annuncia l’avvento di Joost (ex Venice Project)

We set out to try to merge the best of TV and the best of the Internet.

Che tradotto in italiano suona più o meno così:

Stiamo cercando di mettere insieme il meglio della televisione con il meglio di Internet.

A Febbraio mentre CBS e NBC abbandonavano gli accordi presi con Google per YouTube, Viacom (ossia: MTV, Dreamworks, Panamount…) ha annunciato un accordo con Joost, c’è poco da dire, quei due ragazzi sanno come fare affari e hanno le idee giuste per dare una bella innovazione alla rete.

Passiamo ora alla recensione vera e propria per quanto ho potuto vedere finora.

Installazione
Il programma è disponibile per Windows (9mb) e OSX (16mb), io parlerò della versione per winzoz.
Una volta completata l’installazione (in cui viene richiesto lo username) si lancia il programma che chiede una tantum la passoword.

Accesso
Si accede quindi dopo un brevissimo loading esteticamente molto piacevole con dei cristalli RGB che ruotano e si incontrano:
Joost

Zapping
Il canale di default parte con un promo dei canali e dei programmi disponibili.
L’interfaccia è molto intuitiva, si arriva subito alla lista completa dei canali (attualmente 22)
Joost

Visione
Nella lista spiccano subito Mtv e National Geographic, ecco uno screen del documentario che ho iniziato a vedere:
Joost
Notate anche l’interfaccia (a scomparsa), a sinistra il pulsante per la lista canali, in alto il canale in visualizzazione, a destra il pulsante per accedere a “My Joost” e in basso una consolle via di mezzo tra quella di un player e quella classica di Sky con pulsanti per avere informazioni sul canale e sul programma.
La cosa più interessante è il box “search” con il quale si può cercare tramite keywords e tag tra i contenuti disponibili, questa feature è molto Web 2.0 e farà felici tutti gli utenti che già usano YouTube.

My Joost
Quest’area è molto interessante, è la parte “community” del programma.
Joost
Ci sono widgets aggiungibili a piacere: si va dall’orologio, alle news, ad un client jabber per chattare (compatibile con gTalk) e un canale per chiacchierare con le altre persone che stanno vedendo lo stesso canale.
C’è anche un pannello per votare il programma e vedere il giudizio degli altri utenti.
Tutto questo continuando a vedere il programma!

Velocità
Joost
La cosa che mi ha enormemente stupito è la velocità di accesso ai contenuti, sembra di vedere filmati in locale, avendo provato altre piattaforme di tv OnLine come coolstreaming ero già pronto a tempi di attesa lunghi e improvvisi blocchi per il buffer.
Joost invece è velocissimo, c’è un breve loading iniziale e poi basta, è sempre fluido anche stoppandolo e riprendendolo non ricarica mai.
Ma la cosa più stupefacente è la qualità del video, assolutamente paragonabile a quella della televisione di casa o di un filmato compresso in divx.

Conclusioni
Il programma è ancora in beta, ci sono quindi piccoli bug qua e la (io ne ho trovato uno nella gestione delle widgets di chat) però è assolutamente normale e il grosso del programma funziona senza esitazioni.
Il mio giudizio è veramente positivo, ora le trasmissioni sono ovviamente in inglese, stiamo a vedere cosa accadrà nel futuro.
Di sicuro questi due geniacci di Janus Friis e Niklas Zennstrom ci hanno stupito un’altra volta😉

Man mano che usciranno novità o scoprirò nuovi aspetti di questo progetto vi informerò, quando mi sarà possibile regalerò anche degli inviti per entrare a far parte dei tester ufficiali.
Quindi se siete interessati restate connessi!😉

11 risposte a Joost – La Tv del futuro!

  1. Claude Almansi scrive:

    Buona sera

    Grazie per l’interessante descrizione. Però se ho capito bene, si può soltanto utilizzare i canali predisposti? Con Democracy (cfr. getdemocracy.com) posso sottoscrivere qualsiaisi canale (RSS feed) di videoblog, funziona anche con Mac OS e con Linux, e l’interfaccia è già tradotta in varie lingue.

    Quindi sì, sono interessata a Joost, ma finora i wi/gadget che Joost sembra offrire in più di Democracy non mi risultano compensare il minor numero di canali e lingue disponibili, né la restrizione a Windows (anche se pare che ora sia anche disponibile una versione per Mac), Se voglio chattare mentre guardo un filmato, apro una chat. Se voglio guardare la data ecc. uso il Dashboard del mio Mac. Quanto alla velocità, Democracy usa BitTorrent per scaricare i file in pochi secondi (ed è l’utente a determinare per quanto tempo tenerli prima che vengano cancellati – ferma restando la possibilità di salvarli definitivamente).

    E cosa ne è della pubblicità, per favore? La descrizione in http://www.theregister.co.uk/2007/01/17/joost/page2.html non è molto allettante. Anche se appare in “Blipverts, Midrolls, Prerolls and Overlays” (1) rimane pubblicità almeno altrettanto irritante ed invadente di quella della Mediaset, no?

    (1) cfr. J”oost – the new, new TV thing – The Venice Project unveiled – we take a look di Andrew Orlowski, The Register, 17th January 2007, page 2

  2. dioz scrive:

    Ciao Claude,

    Joost si differenzia da GetDemocracy soprattutto perchè i contenuti: non sono dell’utente o della comunità ma sono forniti da sponsor che pagano distributori tradizionali.
    Quello di Joost è un modello di distribuzione di contenuti finora legati al mezzo televisivo “passivo”.
    La vera innovazione è il modo di fruirne.
    L’idea di base è quella di dare la possibilità di interazione e scelta di contenuti rispetto all’offerta normalmente presente nella televisione classica.
    GetDemocracy invece è una sorta di emule/youtube.
    Quello che mio avviso farà di Joost un programma di successo è che:
    1. Le Major e i produttori di contenuti in genere avranno la sicurezza del materiale diffuso (quindi 0 problemi legali )
    2. l’utente sa di vedere cose di una qualità “garantita” dal nome (National Geographic, Mtv..)
    3. chi sviluppa il programma e chi ci mette i contenuti ci fa soldi

    Per quanto riguarda il paragone con Mediaset a mio avviso una clip di 2/5 secondi prima dell’inizio del programma in cambio di un uso senza costi, nel 2007, non infastidisce nessuno, credo.

    Tutto questo senza nulla togliere a GetDemocray o ad altri progetti del settore, la mia è solo un’analisi di Joost, credo sia un modello molto diverso da quanto visto finora e credo che abbia tutti i numeri per avere successo.

    Sul tipo di piattaforma client (Mac, Pc, Linux) non mi esprimo, è un programma in beta ed è già disponibile per OSX e Windows.
    Skype una volta superata la fase beta è stato disponibile anche per linux, mi auguro che sarà lo stesso per Joost.

    Ti ringrazio per il commento molto articolato e per aver tirato fuori aspetti che non avevo approfondito nella recensione.

    Se hai altre curiosità chiedi pure🙂

  3. Claude Almansi scrive:

    Grazie dei tuoi chiarimenti. Però cosa ne è dell’aspetto linguistico? C’è un’interfaccia italiana di Joost? Inoltre, per quanto riguarda i filmati, l’articolo di The Register che ho citato prima dice anche:

    “That’s where the widgets came in, said de Wahl – as fans could provide the subtitles. Then again, we could be watching an Armenian pottery program with added English subtitles. Be still, my beating heart!”

    Ora siamo in alcuni a sottotitolare filmati YouTube “da fans” come dice De Wahl – a volte da soli e a volte in collaborazione estemporanee (vedi http://mojiti.com/kan/2024/4125, dove carloz ha utilizzato e notevolmente migliorato il mio primo tentativo http://mojiti.com/kan/2024/3388 di sottotitolare il video “Web 2.0 – the machine is Us/ing Us” di Michael Wesch).

    Lo facciamo per passione, appunto: per l’originale, per farlo conoscere a qualcuno che non conosce la lingua dell’originale. Ablheza, l’autore della versione sottotitolata in spagnolo http://www.youtube.com/watch?v=RPPzkjGEs58&watch_response di “In My Language” di Amanda Baggs http://www.youtube.com/watch?v=JnylM1hI2jc, mi ha spiegato che l’aveva sottotitolato per sua moglie, psicologa per bambini, poi ha deciso di condividere la sua versione più ampiamente. Per i sottotitoli in italiano http://www.youtube.com/watch?v=5GIe1JG2Swc&watch_response, la mia motivazione era simile: faccio parte di un gruppo di lavoro sull’accessibilità web, e una delle discussioni della nostra lista verteva sul livello linguistico del captioning (della sottotitolazione testuale).

    Ma c’entra anche la lunghezza: possiamo dedicare alcune ore a sottotitolare un video di pochi minuti. Forse saremmo anche capaci di organizzarci per suddividere il lavoro per un video più lungo: questa collaborazione è già avvenuta con la trascrizione del video di Wesch in http://justaddwater.dk/2007/02/08/web-20-video-complete-transcript/, per la quale Jesper Rønn-Jensen aveva invitato a una pagina Google Docs chi era interessato a collaborarvi – e ci sono soluzioni più sofisticate: vedi https://translations.launchpad.net/getdemocracy/trunk/+pots/getdemocracy per la traduzione della pagina di descrizione di getdemocracy.

    Quindi mi sembra che il signor De Wahl si illuda di brutto se pensa che la tail di Joost sia abbastanza lunga per comprendere un numero sufficiente di entusiasti pronti a dedicare gratuitamente la stessa energia, lo stesso tempo, ai contenuti di una cosa dichiaratamente “for profit”, quale che sia la sofisticazione dei widget offerti da Joost per farlo.

    Ciao

    Claude

  4. dioz scrive:

    @Claude
    Quello che ti sfugge è che non ci sarà bisogno di sottotitolare i video perchè esisteranno versioni nazionali delle liste canali, per cui potrai scegliere tra i contenuti messi a disposizione per esempio di mtv italia.
    Sono proprio due cose diverse, è come paragonare un centro sociale che proietta cortometraggi amatoriali con una sala cinematografica che proietta un film d’autore.
    Sono differenti.
    Per quanto riguarda la lingua dell’interfaccia, sarà sicuramente localizzata, inoltre non penso che esistano ancora persone che non sanno cosa voglia dire “channel list” o “play-pausa”.
    Credo che ti stia facendo troppi problemi di concetto che non hanno riscontro nella realtà attuale.
    Ho capito che sei un fan del web 2.0, ma questo programma non è partecipativo a livello di invio dei contenuti, ma di tagging e rating dei contenuti.
    Rende quindi possibile avere una televisione classica con accesso 2.0, ossia, voglio un documentario che parla di tigri -> ecco il documentario sulle tigri firmato dal national geographic.
    punto.

  5. Lora scrive:

    Qualcuno mi potrebbe inviare un invito o spiegarmi perché non l’ho ancora ricevuto dopo che sto aspettando da gennaio???

    Se ne doveste avere uno che vi avanza vi considererei il mio eroe per tutta la vita :PPP eeheh

    Il mio indirizzo è: peekeep [chiocciola^] gmail.com

    grazie mille
    un bacione

  6. dioz scrive:

    @Lora
    ok, prometto che appena mi abilitano gli inviti sarai la prima/il primo😉

  7. Cervoz scrive:

    Manderesti un invito anche a me?
    grazie mille!!!

  8. valentina scrive:

    vorrei avere un invito…che dici io vorrei svilupppare una tesi di laurea sul caso joost, qualche consiglio a chi e dove rivolgermi per avere info sai darmelo?
    grazie

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